Il Metodo Reflecting in aiuto alla genitorialità

Ciò che emerge, in modo sempre più significativo (dati Censis sul Futuro della Famiglia), è che i genitori, i primi e più importanti modelli del bambino, desiderino appoggiarsi alle istituzioni educative pubbliche e private, così da sanare quel disagio che, spesso, la genitorialità porta con sé.

Sentimenti quali inidoneità, abbandono e disorientamento sono solo la punta dell’iceberg del disequilibrio che può venire a crearsi all’interno delle dinamiche familiari; Il disagio relazionale, causato da una lacerazione affettiva (divorzio, famiglia allargata, lutto), costituisce il tessuto primario su cui il Pedagogista clinico opererà la propria relazione d’aiuto.

 

Obiettivi:

  • Far sì che la relazione di coppia risulti distinta da quella genitoriale, così da mitigare la divergenza educativa;
  • Far sì che il vissuto dei genitori non rechi disagio ai figli;
  • Fortificare la coppia genitoriale, tutelando l’equilibrio affettivo-relazionale della prole;
  • Promuovere l’empatia nella relazione genitori-figli;
  • Aiutare i genitori a ridurre i conflitti;
  • Far sì che i genitori promuovano e supportino esperienze di vita diretta, al loro fianco.

 

Il Metodo Reflecting

Strumento cardine del Terapeuta sarà un percorso interattivo di gruppo, basato sul Metodo Reflecting, che tenterà, letteralmente, di “tirar fuori”, “scavare” i punti focali della relazione d’aiuto. Durante la fase della progettazione, il Pedagogista Clinico, selezionerà delle slide da proporre in videoproiezione ad un gruppo di genitori, sulla base delle loro specifiche esigenze formative. Le immagini proposte avranno lo scopo di portare l’attenzione sulle problematiche comuni, a partire dalla prima, particolarmente centrata e deputata a “rompere il ghiaccio”sull’argomento e sui dubbi che può provocare, stimolando il confronto e l’emergere di conferme e consigli.

 

Caratteristiche del Metodo Reflecting:

  • Coerenza epistemiologica: Al fine di non condizionare, o, peggio, plagiare la persona, gli stimoli delle slide risponderanno ad uno stile linguistico-funzionale, paratattico, formato da parole chiave e brevi concetti, così da favorire l’implementazione spontanea da parte dei fruitori;
  • Uso moderato della punteggiatura: Per via della sua connotazione di “stop”, di chiusura del dibattito, nelle slide non viene utilizzato il punto; Anche il punto di domanda, in antitesi con l’accoglimento dell’opinione altrui e la disponibilità verso di essa, viene escluso da questa metodologia;
  • Uso attivo Silenzio: Strumento educativo per eccellenza, funge da sfondo al dibattito, scandendo i tempi e i modi dell’apprendimento, evitando la prevaricazione, incentivando l’ascolto dell’altro e dosando la funzione delle parole.